TRIESTE – La danese DFDS archivia il 2025 con ricavi in aumento ma con un risultato netto negativo, in un contesto di margini compressi e concorrenza crescente, compresa la rotta tra Turchia e Italia.
Secondo il bilancio 2025, i ricavi consolidati sono saliti a circa 4,15 miliardi di euro al cambio attuale dalle Corone danesi. Nel 2024 erano circa 3,98 miliardi.
L’EBITDA è sceso a circa 502 milioni di euro, rispetto ai 594 dell’anno precedente. L’EBIT è crollato a circa 70 milioni di euro, contro 202 nel 2024.
Il risultato netto è negativo per a circa -57 milioni di euro, mentre nel 2024 il gruppo aveva registrato un utile di 72,4 milioni di euro. Il margine EBITDA si è ridotto al 12,1%.
Nel complesso dell’anno, DFDS ha trasportato 41,48 milioni di metri lineari di rotabili, in calo dello 0,3%, e 5,25 milioni di passeggeri, in diminuzione del 22,2%. L’amministratore delegato Torben Carlsen ha spiegato che il gruppo ha avviato già a novembre un programma di riduzione dei costi, culminato con circa 400 esuberi. L’obiettivo è ridimensionare la struttura e creare le condizioni per un miglioramento dei risultati nel 2026.
La Ferry Division, che include anche i traffici nel Mediterraneo dove al porto di Trieste DFDS controlla i teminal Ro-Ro di Samer Seaports, ha registrato ricavi per circa 2,28 miliardi di euro, in calo del 4,8% rispetto all’anno precedente. La divisione Logistics è invece cresciuta a 2,1 miliardi.
Il debito finanziario netto è stato ridotto a circa 2,05 miliardi di euro.
Sul piano operativo, la direttrice Turchia-Italia ha vissuto un aumento della pressione competitiva. Nel report si evidenzia che da metà settembre 2024 un concorrente (Grimaldi) ha immesso capacità aggiuntiva sull’Autostrada del mare, con quattro navi operative entro fine 2025, alterando le dinamiche di prezzo e mercato. Mercato che è descritto come diviso 51% nave e 49% strada, con un aumento della quota marittima di cinque punti percentuali dall’inizio del 2024.
La rotta Istanbul-Trieste rientra nel network mediterraneo del Gruppo e rappresenta uno degli assi strategici verso l’Europa centro-orientale. Tuttavia, l’eccesso di capacità e la domanda debole in vari mercati europei hanno inciso sui margini complessivi.
Nel capitolo Outlook 2026, DFDS prevede ricavi complessivamente in linea con il 2025 e un miglioramento dell’EBIT. La crescita attesa dovrebbe essere trainata in particolare dal Mediterraneo e dalle reti del Canale, oltre che dagli effetti a pieno anno dei progetti di turnaround e del programma di riduzione costi avviato nel 2025. Per le linee che collegano l’Europa alla Turchia e al Nord Africa, i volumi merci sono attesi in ulteriore aumento nel 2026, anche se il cluster Turchia-Sud Europa dovrebbe riportare una perdita in linea con il 2025. DFDS punta inoltre a rafforzare la generazione di cassa, con free cash flow rettificato atteso sopra lo zero e una progressiva riduzione della leva finanziaria.




