TRIESTE – Alla Innoway di Bagnoli della Rosandra (Trieste) scatterà da domani, 28 gennaio, un periodo di cassa integrazione continuativa di almeno otto giorni, con possibile proroga.

La comunicazione è arrivata oggi alla RSU aziendale e ha immediatamente innescato la reazione dei sindacati, che contestano soprattutto l’assenza di preavviso e le divergenze rispetto a quanto riferito pochi giorni fa al ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Secondo Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm, al tavolo ministeriale del 22 gennaio la direzione aveva prospettato uno scenario diverso, limitando il ricorso alla Cig a un massimo di quattro venerdì, legati a difficoltà di approvvigionamento dei materiali. La decisione annunciata oggi viene definita una “grave mancanza di chiarezza” e una “carenza di rispetto” verso lavoratori e istituzioni. Le sigle hanno convocato per domani mattina un’assemblea pubblica dei lavoratori, aperta alla stampa, davanti ai cancelli dello stabilimento.

Ampio e netto anche l’intervento dell’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen. La Regione Friuli Venezia Giulia ha espresso “disappunto” per il ricorso alla cassa integrazione, motivato dall’azienda con l’interruzione della catena di fornitura a seguito di un incendio nello stabilimento di un fornitore. Per Rosolen, proprio per questa motivazione “sarebbe stato più corretto e trasparente” che tale ipotesi fosse almeno prefigurata durante l’incontro al Ministero, visto che l’azienda doveva averla già considerata tra gli scenari possibili.
L’assessore ha inoltre sottolineato l’auspicio che Innoway rispetti gli impegni assunti, procedendo rapidamente alla sostituzione dei fornitori, possibilmente rafforzando la componente Made in Italy del progetto industriale. Un passaggio ritenuto essenziale per evitare ulteriori sacrifici ai lavoratori e per mantenere le tempistiche previste dal piano industriale contenuto nell’accordo di programma.

Ancora più duro il comunicato di USB, che accusa l’azienda di totale mancanza di trasparenza e di aver smentito nei fatti il clima “positivo” descritto poche ore prima al tavolo ministeriale. USB denuncia non solo l’annuncio improvviso della Cig continuativa fino al 6 febbraio, ma anche l’esclusione deliberata del sindacato dalle riunioni, convocate – secondo quanto riferito – solo con Fim, Fiom e Uilm.
Per USB si tratta di una scelta grave, che altera il confronto sindacale e comprime i diritti di rappresentanza in un momento delicato per occupazione e organizzazione del lavoro. Il sindacato parla apertamente di una distanza profonda tra le dichiarazioni ufficiali e la gestione reale della fabbrica e annuncia che, in assenza di un cambio di atteggiamento, è pronto a ricorrere alle vie legali. Rivolto anche un appello alle istituzioni, affinché non ignorino decisioni così rilevanti assunte subito dopo un incontro ministeriale e senza un confronto sindacale ritenuto corretto e inclusivo.

Resta ora aperta l’attesa per il deposito, annunciato al Mimit, della documentazione necessaria a Invitalia per l’accesso ai finanziamenti del Contratto di Sviluppo, considerato dai sindacati un passaggio decisivo per garantire le risorse finanziarie e sbloccare gli investimenti strutturali previsti nello stabilimento di Trieste.