TRIESTE – L’Unione europea e l’India hanno concluso i negoziati per un accordo di libero scambio definito storico, il più ampio mai siglato da entrambe le parti.

L’intesa rafforza i legami economici e politici tra due delle maggiori economie mondiali e punta a sostenere un sistema di scambi aperto e basato su regole condivise. A sottolinearne il valore è stata la presidente della Commissione europea Unione europea, Ursula von der Leyen, parlando di una partnership destinata a crescere nel tempo.

Sul piano geopolitico e logistico, l’accordo UE-India rafforza la necessità del Corridoio IMEC, che mira a collegare India, Medio Oriente ed Europa attraverso porti, ferrovie e infrastrutture energetiche. La liberalizzazione degli scambi rafforza la sostenibilità economica di questa rotta alternativa e accelera la necessità di hub europei efficienti e ben connessi.
In questo scenario, il porto di Trieste si conferma uno degli snodi naturali di accesso al mercato europeo. La sua proiezione verso l’Europa centrale, i collegamenti ferroviari internazionali e il regime di porto franco lo rendono particolarmente adatto a intercettare i flussi commerciali generati dall’intesa con l’India e dallo sviluppo del Corridoio Imec.

Oggi UE e India scambiano beni e servizi per oltre 180 miliardi di euro l’anno. L’accordo dovrebbe raddoppiare le esportazioni europee verso l’India entro il 2032, grazie all’eliminazione o riduzione dei dazi su oltre il 96% dei beni esportati. Per l’India si tratta della più ampia apertura commerciale mai concessa a un partner.
Le riduzioni dei dazi riguardano settori chiave come automotive, meccanica, chimica e farmaceutica, ma anche l’agroalimentare, con tagli significativi ai dazi su vino, olio d’oliva e prodotti trasformati. L’accordo prevede inoltre strumenti dedicati alle piccole e medie imprese, pensati per facilitare l’accesso al mercato indiano e ridurre le barriere regolatorie.

Un capitolo rilevante riguarda i servizi, inclusi quelli finanziari e il trasporto marittimo, con impegni che vanno oltre quanto l’India ha finora concesso ad altri partner. Rafforzata anche la tutela della proprietà intellettuale e inseriti obiettivi vincolanti su sostenibilità ambientale, diritti dei lavoratori e cooperazione climatica, accompagnati da un pacchetto di supporto europeo da 500 milioni di euro.

I prossimi mesi saranno dedicati alle procedure di firma e ratifica dell’accordo, che dovrà ottenere il via libera del Consiglio e del Parlamento europeo e del sistema istituzionale indiano. Se i tempi saranno rispettati, l’intesa potrà entrare in vigore già nei prossimi anni, con effetti diretti sui traffici marittimi e terrestri e nuove opportunità per i porti dell’Alto Adriatico, Trieste in primis.