TRIESTE – L’Interporto Quadrante Europa di Verona conferma il proprio peso nella rete logistico-ferroviaria europea con i dati 2024 del traffico merci: il consuntivo dell’anno tocca i 14.574 treni lavorati.

La crescita del traffico intermodale e la tenuta dei servizi tradizionali mostrano un sistema capace di sostenere volumi rilevanti e di mantenere continuità operativa lungo i principali corridoi continentali. Nel dettaglio, l’intermodale rimane il motore del terminal: 12.908 treni movimentati nell’anno, pari a 392.016 UTI e a un totale di 701.708 Teu equivalenti. Le merci trasportate hanno raggiunto i 7.551.180 tonnellate, confermando la funzione del nodo veronese come piattaforma chiave nei flussi tra Italia, centro Europa e area mediterranea.
Anche il traffico ferroviario non intermodale ha segnato volumi misurabili: 24.132 tonnellate di merci tradizionali, 7.696 tonnellate di auto nuove e 1.666 treni dedicati. Una componente più contenuta rispetto al segmento principale, ma che completa l’offerta del terminal e ne rafforza la versatilità.

Con il cambio d’orario 2025/2026, inoltre, Kombiverkehr aumenta le frequenze dei treni diretti tra Lubecca Skandinavienkai e Verona, che passeranno da due a cinque rotazioni settimanali per direzione. Il servizio sarà trasferito all’Interterminal del centro merci veronese.
Sulla tratta potranno viaggiare container da 30 piedi e unità con merci pericolose o rifiuti provenienti dal porto di Lubecca, instradate via Amburgo o Ludwigshafen. Dal Quadrante Europa sono previste connessioni verso Bari e Napoli, mentre i flussi da Svezia, Finlandia e Paesi Baltici potranno contare su servizi di traghetto con successivo instradamento ferroviario, oltre a collegamenti continentali da e per Alnabru tramite la Svezia meridionale, con estensioni verso Hallsberg, Stoccolma e Gävele.