TRIESTE – È entrato in funzione a Porto Marghera il nuovo impianto del Gruppo Sapio per la produzione di idrogeno rinnovabile.

Il nuovo impianto, inaugurato a un anno dalla posa della prima pietra, è tra i maggiori in Italia per la produzione di idrogeno rinnovabile certificato compresso a 500 bar. Realizzato con un finanziamento PNRR di circa 17 milioni di euro, ha una capacità produttiva fino a 750 tonnellate annue. Per il 2026 sono già stati sottoscritti contratti per la fornitura di 50 tonnellate di idrogeno, destinato in particolare alla decarbonizzazione del trasporto pubblico locale e del settore automotive. Il progetto comprende anche l’impianto fotovoltaico realizzato da ECO+ECO, società del Gruppo Veritas.

Alla cerimonia inaugurale ha partecipato, ieri, anche il Segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Roberto Mantovanelli, che ha evidenziato il ruolo dell’ente nel favorire gli investimenti industriali a Porto Marghera. Secondo Mantovanelli, l’Autorità portuale non deve limitarsi a gestire le infrastrutture esistenti, ma creare le condizioni affinché le imprese possano investire con stabilità e prospettive di lungo periodo.

Nel suo intervento, Mantovanelli ha richiamato alcuni dei principali progetti infrastrutturali destinati a sostenere la competitività dell’area. Tra questi figurano il potenziamento dell’accessibilità marittima attraverso gli interventi sul Canale Malamocco-Marghera, che potranno partire dopo la conclusione della procedura di Valutazione di impatto ambientale, e il miglioramento dei collegamenti terrestri grazie all’avanzamento del nuovo ponte ferroviario e del progetto multimodale Montesyndial.

Mantovanelli ha inoltre ricordato l’importanza delle semplificazioni amministrative offerte dalla Zona Logistica Semplificata (ZLS), considerate uno strumento per accelerare le autorizzazioni e rendere più attrattivo il territorio per nuovi investimenti industriali. A questo si affianca l’impegno dell’Autorità portuale nella ricerca di risorse finanziarie a sostegno di progetti innovativi e nella valorizzazione del patrimonio industriale e logistico sviluppato a Porto Marghera in oltre un secolo di attività.

Tra gli elementi ritenuti decisivi per la realizzazione dell’impianto è stata indicata anche la collaborazione tra soggetti pubblici e privati. Il progetto affonda infatti le proprie radici nel protocollo d’intesa sottoscritto cinque anni fa tra Autorità portuale, Sapio e Hydrogen Park, poi sviluppato con il contributo dei ministeri competenti, della Regione del Veneto e delle risorse del PNRR.