TRIESTE – La Regione Friuli Venezia Giulia sta per pubblicare un bando del valore di 15 milioni di euro, per rafforzare la competitività del sistema produttivo a Trieste.
Le domande di partecipazione potranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma di Invitalia a partire dalle 12 del 26 febbraio e fino alle 12 del 23 aprile 2026.
«L’area industriale di Trieste ha un potenziale di sviluppo enorme, come dimostra il recente insediamento di grandi realtà internazionali e italiane», ha detto ieri l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, annunciando l’apertura dell’avviso pubblico gestito da Invitalia e presentato assieme ai rappresentanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy.
L’iniziativa rientra nell’Accordo di programma per la riconversione e la riqualificazione industriale dell’area giuliana sottoscritto tra Regione, Mimit e Invitalia e riguarda il comprensorio industriale ex Ezit (gestito dal Consorzio di sviluppo economico locale dell’Area Giuliana-Coselag), la zona industriale dell’ex Arsenale e le aree demaniali in concessione a Siderurgica Triestina (escluse quelle della Piattaforma logistica), che rientrano nei Comuni di Trieste, Muggia e San Dorligo della Valle.
Il bando è rivolto a imprese di qualsiasi dimensione, incluse società cooperative e consortili, nonché a reti di impresa costituite da tre a sei aziende. I programmi di investimento devono prevedere spese ammissibili non inferiori a un milione di euro (1,2 milioni nel caso delle reti), con un impegno al mantenimento o all’incremento dei livelli occupazionali. Possono partecipare anche newco, purché costituite in forma di società di capitali e non in stato di difficoltà economica. Ad una richiesta specifica durante la presentazione, Bini ha risposto che anche le imprese di filiera (quindi logistica) sono comprese tra quelle papabili per competere nel bando.
«Questa misura si inserisce in una strategia più ampia di rilancio del sistema industriale e portuale di Trieste, che negli ultimi anni ha portato a nuovi investimenti, importanti operazioni di reindustrializzazione e tutela dell’occupazione, nonché a un rafforzamento delle infrastrutture. L’obiettivo – ha aggiunto Bini – è sostenere progetti solidi, capaci di generare occupazione stabile e di valorizzare le vocazioni produttive del territorio. In passato un bando simile non ha riscosso successo, oltre che per la differente congiuntura economica, anche per la sua complessità burocratica. Abbiamo quindi lavorato con Invitalia e Mimit per semplificare le procedure di presentazione delle domande e sappiamo che sono già arrivati segnali e manifestazioni di interesse da parte di soggetti interessati al bando».
Sono finanziabili programmi di investimento produttivo, finalizzati alla realizzazione di nuove unità produttive, all’ampliamento, alla riconversione o alla ristrutturazione di quelle esistenti, nonché all’acquisizione di imprese in chiusura. Accanto a questi, il bando sostiene investimenti per la tutela ambientale, tra cui interventi di efficienza energetica, riduzione delle emissioni, utilizzo di fonti rinnovabili ed economia circolare. I programmi possono essere integrati da progetti di innovazione organizzativa e di processo, formazione del personale e, per investimenti di maggiore dimensione, anche da attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di finanziamento agevolato, contributo in conto impianti e, per alcune tipologie di spesa, contributo diretto a fondo perduto. Il finanziamento agevolato copre almeno il 20% degli investimenti ammissibili, mentre l’intensità complessiva dell’aiuto può arrivare fino a un massimo del 75% del programma di investimento, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa europea.




