TRIESTE – Le imprese che investono nelle Zone Logistiche Semplificate possono finalmente partire: il 30 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha approvato la modulistica e i modelli di comunicazione necessari per accedere al credito d’imposta destinato agli investimenti nelle ZLS.

Un passaggio operativo atteso che rende pienamente attuativa la misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026. Per il Veneto, e in particolare per la ZLS Porto di Venezia – Rodigino, il provvedimento, spiega una nota della Regione, rappresenta un tassello chiave nella strategia di rafforzamento del sistema produttivo e logistico regionale. «La ZLS Porto di Venezia – Rodigino è uno strumento fondamentale per consolidare il ruolo del Veneto come piattaforma produttiva e logistica di rilevanza nazionale ed europea», sottolinea l’assessore allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, evidenziando come il credito d’imposta consenta di sostenere investimenti, innovazione e occupazione nei territori strategici.

La cornice normativa è definita dall’articolo 1, comma 444, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199, che riconosce l’agevolazione agli investimenti effettuati tra il 1 gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028. Il beneficio riguarda l’acquisizione di beni strumentali destinati a strutture produttive, nuove o già esistenti, insediate nelle ZLS. La principale novità introdotta dalla Manovra 2026 è il carattere triennale dell’incentivo. Il credito d’imposta non è più limitato a una sola annualità, ma è programmato su un orizzonte di tre anni, con un plafond di 100 milioni di euro per ciascun anno del periodo 2026-2028.

«La conferma della misura su base triennale offre maggiore certezza e stabilità alle imprese che intendono avviare investimenti rilevanti e rafforza l’attrattività delle ZLS come leva di sviluppo economico e industriale» prosegue Bitonci. L’agevolazione è riservata ai cosiddetti “investimenti iniziali”: creazione di nuovi stabilimenti, ampliamento di strutture esistenti o diversificazione della produzione. Gli importi ammissibili vanno da un minimo di 200mila euro fino a un massimo di 100 milioni, a condizione che l’attività economica venga mantenuta nella ZLS per almeno cinque anni dal completamento dell’investimento. Dal punto di vista operativo, resta confermata la procedura in due fasi già sperimentata in passato.

Le imprese devono presentare una prima comunicazione telematica di prenotazione delle risorse, dal 31 marzo al 30 maggio di ciascun anno del triennio, seguita da una comunicazione integrativa di conferma, da inviare tra il 3 e il 17 gennaio dell’anno successivo, per attestare la realizzazione degli investimenti e l’avvenuto pagamento. Secondo la Regione, la sfida ora è massimizzare l’utilizzo dello strumento. «È fondamentale che istituzioni, imprese e associazioni di categoria lavorino insieme per promuovere questa opportunità» conclude Bitonci, ricordando come il credito d’imposta, insieme alle semplificazioni amministrative garantite dalla ZLS, possa diventare un volano per attrarre nuovi investimenti – anche esteri – e rilanciare la competitività del Veneto. Per gli aspetti tecnici e operativi, l’Agenzia delle Entrate ha attivato una sezione informativa dedicata sul proprio sito: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/zls-2026/