TRIESTE – Sembrava cosa fatta: stamattina l’Autorità del Canale di Suez aveva annunciato il ritorno delle portacontainer Maersk già dall’inizio di dicembre, sostenendo l’esistenza di un nuovo accordo strategico. Poche ore dopo è arrivata la smentita della compagnia danese, che ha chiarito di non aver fissato alcuna data per riprendere i transiti e che ogni decisione dipenderà esclusivamente dal miglioramento stabile della sicurezza nel Mar Rosso e a Bab el-Mandeb.

La conferenza stampa dell’Authority era stata presentata come un punto di svolta: il presidente Osama Rabie aveva parlato di mesi di negoziati, di una “ripresa completa della flotta Maersk” e di un piano ormai definito per ristabilire il traffico nel canale. Aveva anche ricordato la resilienza dell’infrastruttura nonostante il crollo dei ricavi nel 2024 e citato CMA CGM come prossima compagnia pronta al rientro.

Il quadro, però, è cambiato rapidamente. Un portavoce Maersk ha precisato che non esiste alcun impegno operativo né calendario: al momento la flotta del gruppo continua a circumnavigare l’Africa, come fatto da fine 2024 in risposta agli attacchi Houthi nel Mar Rosso. Durante la stessa conferenza, il Ceo Vincent Clerc aveva già lasciato intendere prudenza: la società sta valutando i segnali positivi arrivati dopo la tregua su Gaza e gli interventi diplomatici, ma senza alcun orizzonte temporale definito.

La pressione dell’Egitto per riportare traffico nel canale resta alta: Suez vale circa il 12% del commercio mondiale e, dopo il crollo dei transiti, Il Cairo ha rivisto tariffe, introdotto incentivi e accorciato i tempi operativi. Anche il legame industriale con Maersk è forte: APM Terminals ha appena inaugurato l’espansione del Suez Canal Container Terminal, un investimento da 500 milioni di dollari che porta la capacità a 7 milioni di Teu.

Nonostante gli sforzi diplomatici e il rafforzamento dei rapporti industriali con l’Egitto, per Maersk il nodo centrale resta la sicurezza dei suoi equipaggi. Lo stesso CEO Vincent Clerc, pur riconoscendo i “progressi significativi” nei processi di stabilizzazione a Gaza e nello stretto di Bab al-Mandab, ha chiarito che il ritorno lungo la rotta Est-Ovest via Mar Rosso potrà avvenire solo quando le condizioni saranno realmente garantite. La compagnia riprenderà a utilizzare il canale «non appena sarà possibile farlo in sicurezza», ha spiegato, ribadendo che la tutela delle crew rimane la priorità assoluta.