TRIESTE – Il futuro dei porti dell’Alto Adriatico passa attraverso una maggiore integrazione tra gli scali italiani e quelli dell’altra sponda dell’Adriatico. È questo il messaggio emerso dal convegno organizzato dalla Venice Sustainability Foundation nell’ambito del Salone Nautico di Venezia, dove è stata rilanciata l’ipotesi di un sistema multiportuale che coinvolga Venezia, Trieste, Ravenna, Capodistria a Fiume.
La proposta arriva in un momento in cui il Nord Est continua a non sfruttare pienamente il vantaggio geografico dei propri porti. Ma anche all’indomani di un sostanziale fallimento dell’iniziativa Napa (North Adriatic Ports Association). Secondo i dati presentati durante l’incontro, il 69% delle aziende venete sceglie infatti il porto di Genova come principale porta d’accesso per le esportazioni, nonostante gli scali dell’Alto Adriatico siano più vicini al cuore economico dell’Europa.
Uno dei temi centrali del dibattito è stato proprio il possibile rilancio della collaborazione tra i porti dell’area, un concetto che richiama proprio il ruolo storico del NAPA (North Adriatic Ports Association), l’organizzazione che riunisce Venezia, Trieste, Ravenna, Capodistria e Fiume. Secondo gli intervenuti, solo una maggiore integrazione potrebbe consentire di raggiungere la massa critica necessaria per attrarre le grandi compagnie di navigazione e riportare nell’Adriatico una quota maggiore dei traffici diretti verso l’Europa centrale.
Paolo Costa, presidente del comitato scientifico della Venice Sustainability Foundation, ha sostenuto che la soluzione passa attraverso la creazione di un sistema unitario dei cinque porti, dotato di una governance comune e capace di presentarsi sul mercato come un unico grande hub logistico. Costa ha inoltre evidenziato come i corridoi alternativi alle rotte tradizionali del Mediterraneo rendano oggi l’Alto Adriatico particolarmente competitivo, con vantaggi di costo rispetto agli scali di Genova e Marsiglia.
Nel corso dell’incontro è stata sottolineata anche la necessità di rafforzare i collegamenti ferroviari transfrontalieri, in particolare lungo l’asse Trieste-Capodistria, considerato uno dei principali colli di bottiglia per lo sviluppo dei traffici dell’area.
Il Segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale di Venezia e Chioggia, Roberto Mantovanelli, ha richiamato l’importanza della cooperazione tra i porti dell’Alto Adriatico e del rafforzamento della multimodalità, ricordando gli investimenti in corso nelle connessioni ferroviarie e stradali e il ruolo crescente del sistema logistico veneto nel contesto europeo.




