VENEZIA – Dopo mesi di attesa, il porto di Venezia (e quello di Chioggia) ha un nuovo Segretario generale, mentre prosegue l’attesa per l’Authority di Trieste.

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Matteo Gasparato, è riuscito nell’intento di far nominare una persona di sua fiducia dal Comitato di gestione. Si tratta di Roberto Mantovanelli, presidente di Sogesid Spa, società di ingegneria pubblica in house del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (con azionista unico il Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Nato il 16 febbraio 1980 a Valeggio sul Mincio, il nuovo Segretario dell’autorità lagunare si è laureato in ingegneria gestionale a Padova nel 2004. Quattordici anni dopo il conseguimento del titolo è diventato consigliere direttivo idrico di Utilitalia a Roma, consigliere di amministrazione di Aqua Publica Europea e presidente del Cda di Acque Veronesi Scarl. È ingegnere libero professionista, consulente aziendale in ambito direzionale, operations e supply chain, in particolare nei settori della metalmeccanica, delle energie rinnovabili e delle public utilities.
Gasparato nel periodo di “limbo” dalla sua nomina ad ora, aveva più volte affermato che avrebbe voluto con sé un uomo di sua fiducia, senza nascondere la possibilità di “un’interferenza” politica, che avrebbe rispettato, visto che, come ha affermato lui stesso, è stato scelto anche in virtù dell’appartenenza politica.

Il Comitato ha quindi approvato all’unanimità il Piano Operativo Triennale (POT) 2026–2028, documento di programmazione strategica che definisce le linee di indirizzo, le priorità di intervento e gli investimenti per lo sviluppo dei porti di Venezia e Chioggia nel prossimo triennio.
«Con la nomina del nuovo segretario generale completiamo l’assetto organizzativo dell’Autorità e rendiamo pienamente operativa una macchina amministrativa chiamata ad affrontare sfide complesse, decisive per il futuro dei nostri scali. Roberto Mantovanelli è un professionista di valore che conosco da molto tempo e la cui scelta è stata una naturale convergenza con le istituzioni con le quali siamo chiamati a collaborare. Rivolgo a lui le mie più sincere congratulazioni e l’augurio di buon lavoro: sono certo che insieme sapremo far crescere questa importante Autorità di Sistema del Nord Adriatico, guidando con efficacia i programmi di sviluppo dei porti di Venezia e Chioggia. Gli obiettivi condivisi saranno sviluppo e lavoro, risultati concreti grazie a scelte condivise, tutela della Laguna e dialogo istituzionale», ha dichiarato Gasparato.

Il presidente ha poi aggiunto: «Oggi possiamo finalmente contare su una struttura definita e su uno strumento di visione chiaro come il Piano Operativo Triennale, che orienta le nostre scelte e traccia una direttrice di crescita fondata su sostenibilità, innovazione, accessibilità e competitività. Davanti a noi si aprono sfide importanti – dalla transizione energetica alla digitalizzazione, dal rafforzamento delle connessioni intermodali alla salvaguardia della laguna, fino alla definizione dei nuovi strumenti pianificatori – ma anche grandi opportunità di rilancio per l’intero sistema portuale veneto. Con una governance solida e una programmazione strategica definita, siamo nelle condizioni di trasformare queste opportunità in sviluppo economico, occupazione e valore per i territori di Venezia e Chioggia».

Sul tema è intervenuto anche Davide Calderan, presidente della Venezia port community: «Accogliamo con entusiasmo la nomina del segretario generale dell’Autorità portuale di Venezia, Roberto Mantovanelli. Auspichiamo che la programmazione delle attività che riguardano il porto veneziano possano prendere il via quanto prima, ora che l’assetto verticistico, come ha affermato il presidente, è completo. Come sempre, diamo la nostra disponibilità a operare in sinergia con l’autorità, mettendo a disposizione il nostro patrimonio di conoscenze e competenze. Contestualmente, ci auguriamo che i nuovi vertici riescano a ricostruire quel rapporto identitario e motivazionale all’interno degli uffici dell’Adspmas, che negli ultimi anni si era un po’ affievolito».

 

t.b.