TRIESTE – Il porto di Ravenna adotta il nuovo Piano Operativo Triennale 2026-2028 e rilancia la propria ambizione: consolidare il ruolo nello scenario nazionale e pesare di più anche negli equilibri del Nord Adriatico.
L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale ha approvato il documento con delibera del Comitato di gestione. Il piano segna una fase diversa rispetto al passato, in un contesto internazionale più instabile e con la necessità di agganciare i grandi corridoi logistici europei.
Il messaggio è chiaro: infrastrutture e intermodalità sono la priorità. Il potenziamento delle banchine, l’adeguamento ai nuovi fondali e la realizzazione di nuove darsene per i progetti energetici si affiancano agli interventi di ultimo miglio. Tra questi il completamento delle dorsali ferroviarie in destra e sinistra canale, i raccordi con i terminal, le piastre logistiche e la zona franca doganale. Prevista anche l’eliminazione delle interferenze ferro-gomma e il secondo ponte mobile sul canale Candiano.
Il nodo ferroviario è centrale. Si richiama il quadruplicamento della Bologna–Castel Bolognese, ma soprattutto la necessità di una linea merci adeguata da Ravenna via Ferrara verso Suzzara e quindi al Brennero. L’obiettivo è evitare che, con l’entrata in funzione del Brenner Base Tunnel tra il 2032 e il 2035, lo scalo resti ai margini dei traffici nord-sud.
In questo quadro, Ravenna guarda anche al sistema dei porti dell’alto Adriatico. Il piano parla di sinergie con gli scali regionali per diporto, collegamenti fluvio-marittimi e traffici internazionali, oltre ad accordi con interporti e aeroporti per rafforzare l’offerta commerciale e il segmento crocieristico, dove la città è già home port.
Sul fronte stradale viene ribadita la necessità della Nuova Romea Commerciale o di una variante alla SS 309/E55 per un collegamento rapido con Mestre. Anche questo tassello è parte della strategia per inserirsi stabilmente nei corridoi che collegano Adriatico e Centro Europa.
Non manca il capitolo innovazione: digitalizzazione del porto, varchi virtuali, copertura 5G, cold ironing da fonti rinnovabili, imbarcazioni a basso impatto. Tra i progetti di livello nazionale indicati come compatibili con Ravenna figurano il mercato agro-alimentare e del freddo e iniziative legate al Carbon Capture Storage.
Il presidente Francesco Benevolo ha ricordato che il 2025 si è chiuso con un nuovo record, oltre 28 milioni di tonnellate movimentate. Con il Piano 2026-2028 lo scalo punta a trasformare quel risultato in una base strutturale, rafforzando il proprio peso competitivo e cercando un ruolo più definito nello scacchiere del Nord Adriatico.




