TRIESTE – L’Agenzia Imprenditoriale Operatori Marittimi di Trieste definisce “incoraggianti” le notizie sull’interesse dei grandi Consorzi per il porto di Trieste, dove però il tessuto economico rischia la sofferenza nel settore industriale.
L’ultima newsletter di AIOM prende in esame la presenza al porto di Trieste dell’alleanza 2M (MSC e Maersk) e di Ocean Alliance, che include (Cosco, OOCL, CMA-CGM e Evergreen). Il terzo mega consorzio (The Alliance) non ha per ora manifestato interesse regolare a servizi diretti sul Nord Adriatico. Per lo sviluppo dei collegamenti ferroviari da e per l’hinterland – sottolinea AIOM – riveste oggi grande importanza la proposta di Cosco per un servizio ferroviario con destinazione finale in Slovenia a cadenza settimanale. Il tutto sul Molo VII gestito da Trieste marine terminal in attesa, si legge nella newsletter, che “… In un futuro, che auspichiamo vicino, il porto triestino sarà dotato di un secondo terminal container in grado di gestire anche le mega navi container di ultima generazione: il Molo VIII”.
Per contro, AIOM ricorda l’inaspettata e drammatica decisione della Wärtsilä (primaria produttrice mondiale di motori marini di proprietà di fondi finlandesi) di sospendere la produzione nello stabilimento triestino. Un fatto che ha colpito il territorio sia come impatto occupazionale sia come immagine e attrazione imprenditoriale dello stesso sul piano internazionale.
“Un tanto per ricordare tra l’altro che recentemente a Trieste si è ritenuto di rinunciare all’insediamento di uno stabilimento proposto da partner industriali di alto profilo, che avrebbe comportato un positivo impatto sull’occupazione diretta ed indotta, su di un’area che aveva tutte le caratteristiche per soddisfare le esigenze dell’impresa, incluso l’accesso al mare, i collegamenti stradali e ferroviari, l’adeguata superficie di territorio industriale” scrive AIOM in riferimento all’ipotesi di un nuovo laminatoio di Metinvest. L’Agenzia attribuisce le colpe all’eccesso di burocrazia che sta rallentando la questione legata alle bonifiche dei terreni sul sito.
Un’altra tegola sullo sviluppo industriale di Trieste al quale sta lavorando anche l’Authority che ha appena chiuso, tramite una società collegata, l’insediamento di BAT (British american tobacco).
Nella stessa newsletter, un capitolo è dedicato ancora una volta alle tematiche del lavoro, con alcune interessanti considerazioni sulla formazione e sulla visione distorta che si ottiene, sostiene AIOM, “… Equiparando la formazione a una sorta di elargizione (peraltro spesso a pagamento), si pretende dal soggetto che ne fruisce una specie di “ritorno di gratitudine” sotto forma di maggiore disponibilità alla flessibilità, senza pensare che per quel soggetto l’atto dell’apprendere qualcosa che poi contribuirà a dargli un reddito è già una prestazione, è già lavoro, sforzo produttivo. Nel contempo, attribuire alla formazione tutte le colpe di un mercato del lavoro che non funziona o, specularmente, affermare che con interventi sul sistema della formazione la maggior parte dei problemi si risolvono, è certo un falso ideologico”.

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