TRIESTE – Le principali associazioni dell’autotrasporto si schierano compatte contro l’articolo 26 della Legge di Bilancio 2026, che vieta alle imprese di compensare i crediti d’imposta con i versamenti previdenziali e contributivi.
Una misura che, se applicata anche ai rimborsi accise sul gasolio professionale, rischia di mettere in ginocchio un intero settore già gravato da costi elevati e margini ridotti. Cinque sigle, una sola richiesta: cancellare o correggere la norma che, in nome di un maggiore controllo fiscale, potrebbe paralizzare la principale arteria della logistica italiana.
Confartigianato Trasporti, per voce del presidente Amedeo Genedani, parla di «un errore imperdonabile» che provocherebbe gravi tensioni di liquidità nelle imprese. «Il divieto di compensazione del rimborso accise – afferma – produrrebbe un esborso di liquidità e danni economici e finanziari per le aziende, compromettendo la loro pianificazione e la capacità di far fronte ai pagamenti ordinari». L’associazione chiede una revisione immediata della norma in sede di approvazione della manovra.
Sulla stessa linea Trasportounito, il cui coordinatore Giuseppe Tagnochetti avverte che l’intero sistema del trasporto su gomma «potrebbe collassare trascinando nel baratro l’economia del Paese». Secondo l’associazione, il blocco delle compensazioni impedirebbe alle aziende di utilizzare i crediti come riserva immediata di liquidità, rallentando i flussi di cassa e costringendo molte imprese a ridurre le attività o indebitarsi ulteriormente.
Anche ANITA, aderente a Confindustria, si unisce all’appello. Il presidente Riccardo Morelli definisce “dirompenti” gli effetti della misura: «Una norma di questo tipo metterebbe a rischio gli equilibri economici delle imprese, compromettendo uno strumento fondamentale come il rimborso accise. È necessario intervenire subito per abrogarla».
Critiche dure arrivano anche dalla FIAP. Il segretario generale Alessandro Peron sottolinea come il provvedimento, pensato per contrastare le frodi, «finirebbe per colpire le imprese oneste». Per FIAP occorre escludere i crediti accise dal divieto o prevedere un rimborso automatico entro 30 giorni, per evitare che la norma «rallenti il trasporto, la logistica e l’economia del Paese».
Infine, ASSOTIR parla apertamente di “bomba fiscale”. Il segretario generale Claudio Donati chiede un chiarimento urgente sul contenuto dell’articolo 26, che «si presta all’interpretazione più sfavorevole ai trasportatori». Secondo Donati, l’abolizione della compensazione «annullerebbe lo strumento più efficace per la gestione della liquidità delle imprese», mettendo a rischio di default migliaia di operatori. La presidente nazionale Anna Vita Manigrasso avverte che, in assenza di modifiche, «non sono da escludere iniziative di risposta forti, fino alla sospensione generalizzata del servizio».




