TRIESTE – Il Friuli Venezia Giulia si presenta come un sistema logistico pronto, con interporti disponibili a fare rete, ma chiamato ora a misurarsi con le dinamiche reali del mercato e con la necessità di rafforzare l’export delle produzioni regionali attraverso il porto di Trieste.

Il quadro è stato tracciato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante e dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale, Marco Consalvo, intervenuti ieri all’incontro “La logistica dei trasporti nella regione Friuli Venezia Giulia”, organizzato dal Propeller Club di Monfalcone. Amirante ha ribadito come la logistica rappresenti un asset strategico per l’economia regionale, incidendo in modo diretto su una quota rilevante del Pil, sia per le imprese del territorio sia per il valore generato dai traffici merci.

Al centro dell’intervento, la necessità di una gestione integrata della catena logistica per rafforzare l’attrattività internazionale del sistema Fvg. Un obiettivo che passa dal coordinamento tra porto e interporti e da una chiara specializzazione dei nodi, chiamati non solo a collaborare tra loro, ma anche a rispondere alle logiche di mercato e alle esigenze concrete degli operatori. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti degli interporti di Interporto Trieste, Interporto Gorizia, Interporto di Cervignano e Interporto di Pordenone. Il confronto ha messo in evidenza i passi avanti compiuti negli ultimi anni su intermodalità, sostenibilità e innovazione tecnologica, ma anche le criticità ancora aperte.

Amirante ha fatto il punto sul primo anno di attività della Cabina di regia regionale dei trasporti e della logistica, sottolineando il ruolo di coordinamento svolto tra enti e operatori. Tra i risultati citati, la mediazione che ha consentito di ridurre l’impatto delle chiusure sulla superstrada slovena H4, evitando ricadute pesanti sui porti di Trieste e Monfalcone, e il via libera al disegno di legge sugli insediamenti logistici privati, pensato per governare gli investimenti e tutelare la capacità ferroviaria e autostradale del sistema pubblico.
Guardando ai prossimi mesi, la priorità indicata dall’assessore resta il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie. Il porto di Porto di Trieste, primo in Italia per traffico su ferro, ha raggiunto livelli di saturazione che rendono necessario un salto di efficienza. In questo contesto, la specializzazione degli interporti viene indicata come leva essenziale per sostenere la crescita dei traffici, anche in relazione ai nuovi corridoi economici e alla necessità di rafforzare l’export delle produzioni del Friuli Venezia Giulia via mare.