TRIESTE – La nuova stazione ferroviaria di Servola (nell’area dell’ex Ferriera) resta il nodo centrale per lo sviluppo del porto di Trieste, ma i tempi si allungano fino al 2030.

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo, ha indicato nella nuova stazione e nel sistema di connessioni logistiche il progetto cardine per sostenere la crescita dello scalo. L’infrastruttura, finanziata con circa 180 milioni di euro di fondi pubblici, è considerata decisiva non solo per il potenziamento ferroviario ma anche per l’integrazione con le reti di trasporto nazionali ed europee.

L’iter ha però subito una battuta d’arresto. Dopo l’approvazione del progetto e l’avvio della procedura di gara, l’Autorità portuale – ha ricordato Consalvo in occasione di un incontro pubblico – ha scelto di sospendere il processo per adeguare cronoprogramma e costi. Secondo Consalvo, i tempi tecnici non avrebbero consentito di completare l’opera entro le scadenze inizialmente previste. La nuova finestra temporale indica il 2029, con il 2030 come obiettivo più realistico, tenendo conto di almeno due anni di lavori e dei possibili imprevisti.

Parallelamente è in corso un aggiornamento economico del progetto, elaborato circa due anni fa e quindi non più allineato all’attuale quadro dei costi. L’Autorità sta lavorando con il ministero dell’Economia e delle Finanze per ottenere il via libera definitivo alla revisione.
La stazione di Servola viene indicata come infrastruttura essenziale per rendere sostenibile lo sviluppo dei nuovi terminal, in particolare il Molo VIII e il Molo VII. Senza questo nodo ferroviario, ha sottolineato il presidente dell’Authority, diventa difficile supportare l’espansione dei traffici e l’aumento della capacità operativa del porto.

Nel corso dello stesso intervento pubblico, il presidente ha fornito anche un’indicazione chiara sugli obiettivi di crescita del sistema ferroviario portuale. Oggi lo scalo gestisce circa 12mila treni all’anno, di cui poco meno di 10mila a Trieste. Con i progetti in fase di sviluppo, l’obiettivo è arrivare a 25mila convogli annui (limite massimo per la capacità dell’attuale infrastruttura), rafforzando il ruolo del porto come hub intermodale nel corridoio Baltico-Adriatico.

Consalvo ha inoltre evidenziato il dinamismo dello scalo di Monfalcone, in crescita negli ultimi anni.

 

g.t.