TRIESTE – Lo Stretto di Hormuz sempre al centro della crisi: a poche ore dall’annuncio di riapertura condizionata, nuove dichiarazioni iraniane riaccendono l’incertezza e di fatto bloccano i transiti.

Nelle ultime ore, alcune fonti internazionali riportano dichiarazioni attribuite all’Iran secondo cui lo stretto sarebbe stato “nuovamente chiuso”, con minacce esplicite alle navi che tentano il passaggio senza autorizzazione. Si tratta però di affermazioni non confermate da fonti istituzionali multilaterali.

Sul fronte opposto, il comando militare statunitense (US Central Command) ribadisce che non esiste una chiusura formale dello stretto. Il risultato è una situazione ibrida. Lo stretto non è ufficialmente chiuso, ma il traffico rimane drasticamente ridotto. Diverse compagnie di navigazione stanno sospendendo i transiti appena ripresi o mantenendo le navi in attesa fuori dall’area. I dati di mercato indicano un calo significativo dei passaggi, con effetti immediati sulle catene logistiche e sui flussi energetici.

Negli ultimi giorni, non esiste una posizione univoca sulla riapertura o chiusura dello Stretto di Hormuz. L’Iran ha parlato di riapertura solo temporanea e subordinata al coordinamento con le proprie forze armate, quindi non di un ritorno alla normalità. Gli Stati Uniti puntano invece a una riapertura piena e senza restrizioni. Le fonti più affidabili indicano che lo stretto non è realmente aperto: i transiti sono limitati, controllati e accompagnati da minacce. I dati di traffico confermano una situazione vicina a un blocco di fatto, con pochissime navi in transito rispetto ai livelli normali.

Dal punto di vista geopolitico, lo stretto viene usato come leva negoziale. Per il settore marittimo prevale la prudenza: le compagnie attendono maggiore chiarezza prima di riprendere i transiti. I premi assicurativi restano elevati e il rischio per navi ed equipaggi è considerato critico. Anche in presenza di un cessate il fuoco, la normalizzazione dei traffici appare lenta e graduale, con possibili corridoi controllati e procedure speciali prima di un ritorno a condizioni standard.