TRIESTE – Nei porti di Trieste e Monfalcone il modello del lavoro portuale registra nel 2025 una crescita diffusa, con indicatori in aumento e un miglioramento sul fronte della sicurezza.
I dati dell’Agenzia per il Lavoro Portuale di Trieste (ALPT) e dell’Impresa Alto Adriatico di Monfalcone evidenziano un rafforzamento del sistema basato sugli Art. 17 (legge 84 del 1994), che garantiscono la fornitura di manodopera nei due scali.
Sul piano occupazionale, a Trieste si contano 201 dipendenti e 56 lavoratori interinali. A Monfalcone, dopo l’autorizzazione ministeriale, l’organico è salito da 85 a 107 dipendenti, ai quali si aggiungono 18 interinali. Cresce in modo netto anche il numero dei turni complessivi, che passa da 66.700 nel 2024 a 72.560 nel 2025, con un incremento vicino al 9%. L’aumento è trainato soprattutto da Monfalcone, che registra un salto da 18.000 a 23.400 turni (+30%), mentre Trieste si mantiene su volumi elevati con 49.160 turni rispetto ai 48.700 dell’anno precedente.
Particolarmente rilevante l’andamento della formazione. I turni dedicati passano da 2.037 nel 2024 a 2.978 nel 2025 (+46%), con una previsione che supera i 3.900 nel 2026. Il dato segnala un investimento strutturale sulla qualificazione della forza lavoro.
In miglioramento anche la sicurezza. Le giornate perse per infortuni scendono a 568 nel 2025, rispetto alle 679 del 2024 e alle 1.336 del 2019. Il confronto con il picco del 2021, pari a 1.841 giornate, evidenzia una riduzione superiore ai due terzi. Sul piano economico, il fatturato complessivo del sistema raggiunge 19,86 milioni di euro, in crescita del 21% rispetto ai 16,4 milioni del 2024. Trieste passa da 12 a 13,4 milioni (+12%), mentre Monfalcone registra un incremento più marcato, da 4,4 a 6,46 milioni (+47%).
Alla luce di questi risultati, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo, ha consegnato una targa di riconoscimento ai lavoratori degli Art. 17 di ALPT e dell’Impresa Alto Adriatico.
«I risultati di ALPT e Alto Adriatico sono solidi e confermano la qualità del lavoro portuale nei nostri scali, grazie alla collaborazione tra imprese, lavoratori, organizzazioni sindacali e Autorità di Sistema. Determinante è anche il contributo delle imprese degli articoli 16 e 18 che hanno generato l’attività necessaria a raggiungere questi traguardi. Ma il dato più significativo è che Trieste e Monfalcone sono un unico sistema, una comunità di lavoratori che cresce in modo coordinato. È questa coesione – ha detto Consalvo – che consente di coniugare sviluppo e qualità, mantenendo al centro sicurezza, formazione e organizzazione del lavoro. L’obiettivo per il prossimo biennio è consolidare i risultati raggiunti, proseguendo lungo un percorso che mette al centro il lavoro come fattore competitivo per rafforzare il ruolo dei due porti nelle rotte internazionali».




