TRIESTE – Adriafer Group è entrato nella Waterborne Technology Platform, organismo europeo che coordina industria e istituzioni Ue sulle strategie tecnologiche del settore marittimo.
La piattaforma è stata creata per mantenere un dialogo stabile tra il comparto waterborne europeo, le istituzioni Ue e gli Stati membri. Riunisce armatori, cantieri, produttori di equipaggiamenti, società di classifica, operatori energetici, fornitori di servizi, porti, università e centri di ricerca. Coordina inoltre la componente privata del partenariato “Zero-Emission Waterborne Transport”.
L’adesione di Adriafer – che opera come shunting operator e si presenta come espressione dell’ecosistema portuale, con un focus operativo sull’integrazione tra dominio marittimo e ferroviario – rafforza la rappresentanza degli attori portuali, in particolare sul fronte dell’interfaccia tra porto e hinterland.
La piattaforma sta lavorando a una roadmap tecnologica per gli ecosistemi portuali, che copre ricerca, sviluppo, innovazione, upscaling e deployment. L’obiettivo è accompagnare la trasformazione dei porti europei in hub di nuova generazione per energia, logistica, servizi digitali e attività industriali, in grado di gestire navi a zero emissioni, catene logistiche intelligenti e infrastrutture costiere resilienti.
Secondo Adriafer, il valore aggiunto sarà portare casi concreti su manovra ferroviaria intelligente, sistemi digitali di supporto alle decisioni, manutenzione predittiva e scambio sicuro dei dati multimodali. L’obiettivo dichiarato è contribuire a roadmap applicabili in contesti logistici reali.
Per il segretario generale Jaap Gebraad, il contributo di Adriafer sarà rilevante per includere nella strategia la prospettiva dell’intero ecosistema, in particolare sul collegamento porto–retroterra, così da rendere le soluzioni sviluppate effettivamente implementabili.
La piattaforma conta membri in circa 19 Stati Ue e in quattro Paesi europei associati a Horizon Europe.




