TRIESTE – La società slovena 2TDK (gestore del progetto) ha ricevuto dalla Banca europea per gli investimenti una seconda tranche di finanziamento da 73 milioni di euro destinata al progetto ferroviario del secondo binario tra Capodistria a Divaccia, infrastruttura strategica per i collegamenti tra il porto di Capodistria e l’Europa centrale.
La BEI è uno dei principali partner finanziari dell’opera. L’istituto europeo cita spesso il progetto come esempio di buona gestione di grandi infrastrutture pubbliche, sottolineando il ruolo che la nuova linea ferroviaria avrà nel rafforzamento dei collegamenti logistici della regione.
La nuova tranche di prestito consente di proseguire senza interruzioni i lavori lungo il tracciato, contribuendo alla realizzazione di una delle opere ferroviarie più rilevanti per la Slovenia dalla sua indipendenza. Il progetto mira a potenziare la capacità ferroviaria tra il porto di Capodistria e la rete europea, riducendo i colli di bottiglia lungo il corridoio che collega l’Adriatico con Austria, Ungheria e altri mercati dell’Europa centrale.
La nuova linea ferroviaria si sviluppa per circa 27 chilometri lungo un tracciato completamente nuovo, progettato per superare i limiti dell’attuale linea a binario unico. Il percorso attraversa il Carso sloveno e prevede una forte componente di opere sotterranee: lungo la linea sono stati realizzati sette tunnel e tre viadotti, a testimonianza della complessità ingegneristica dell’intervento.
Nelle ultime settimane il progetto ha registrato alcuni passaggi operativi importanti. Nei giorni scorsi un treno di prova ha percorso il nuovo tracciato, segnando un momento simbolico per l’avanzamento dell’opera. Il test ha confermato la possibilità di circolazione sulla nuova infrastruttura, passaggio necessario prima delle successive fasi di collaudo e di messa in esercizio.
Il raddoppio del collegamento è destinato ad avere un impatto diretto sui traffici del porto di Capodistria, che negli ultimi anni ha registrato una crescita significativa soprattutto nei segmenti container e automotive. L’attuale collegamento ferroviario rappresenta da tempo uno dei principali limiti allo sviluppo dello scalo, poiché la linea storica è caratterizzata da forti pendenze e capacità limitata.




