TRIESTE – Si chiude con un accordo da 350 milioni di dollari una parte delle controversie legate al crollo del ponte di Baltimora causato dalla portacontainer Dali.

L’intesa è stata raggiunta tra gli assicuratori del Francis Scott Key Bridge e il proprietario e operatore della nave MV Dali, a poche settimane dall’avvio del processo previsto negli Stati Uniti a giugno. La notizia è riportata da fonti internazionali autorevoli come Reuters.

L’accordo consente alle parti coinvolte di evitare un contenzioso lungo e complesso su una delle più gravi emergenze infrastrutturali recenti negli Stati Uniti. L’incidente risale al marzo 2024, quando la nave, a seguito di un blackout elettrico, perse la capacità di manovra andando a colpire uno dei piloni del ponte, provocandone il crollo.
Secondo quanto riportato dalle stesse fonti, l’intesa copre una quota rilevante delle richieste risarcitorie legate ai danni materiali, ma non esaurisce il quadro complessivo delle responsabilità. Restano infatti aperte altre azioni legali, in particolare quelle promosse dal governo federale e da ulteriori soggetti coinvolti, tra cui operatori e parti civili.

Il caso continua ad avere un forte impatto sul settore marittimo e assicurativo. La vicenda ha riacceso il confronto su temi centrali come la responsabilità degli armatori, i limiti delle coperture assicurative e la gestione del rischio nelle infrastrutture portuali e nei canali di accesso ai porti. Non sono pubblici, allo stato attuale,Le immagini della collisione che ha fatto crollare il porte nei pressi del porto di BAltimora.