TRIESTE – Questa mattina l’Interporto di Padova è stato teatro di una protesta di Extinction Rebellion, che ha visto un gruppo di manifestanti incatenarsi ai cancelli principali bloccando per alcune ore il passaggio dei camion.
L’azione, rivendicata con lo slogan “Per la Palestina, blocchiamo tutto”, è stata organizzata in segno di solidarietà con la Global Sumud Flotilla, alcune delle cui imbarcazioni sono state fermate ieri da Israele. I manifestanti si sono seduti a terra legandosi alle sbarre d’ingresso, creando una barriera umana che ha interrotto l’accesso dei mezzi pesanti. Attimi di tensione si sono registrati quando un Tir non si è fermato davanti al presidio, rischiando di travolgere chi era incatenato.
L’Interporto di Padova, costituito nel 1973 e oggi infrastruttura “core” della rete TEN-T europea, è partecipato dal Comune (18%), dalla Provincia e dalla Camera di Commercio. Lo scorso 21 luglio il Consiglio comunale ha approvato una delibera con 17 voti favorevoli e 2 astensioni che prevedeva misure in risposta alla condotta di Israele e alla crisi umanitaria di Gaza. Secondo gli attivisti, però, l’applicazione della delibera resta solo sulla carta: non sarebbero stati rescissi accordi, né individuati criteri o sanzioni per verificare l’operato delle aziende coinvolte.
Dopo oltre due ore di blocco all’Interporto di Padova, le forze dell’ordine sono intervenute per sgomberare il presidio. Al termine dell’identificazione sul posto, tutte le persone presenti sono state portate in Questura, incluse quelle che stavano documentando l’azione con foto e video.




