TRIESTE – Il cantiere della nuova banchina del terminal ungherese nel porto di Trieste ha ricevuto nei giorni scorsi la visita del direttore generale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Donato Liguori, accompagnato dal segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale, Natale Ditel. Il sopralluogo ha riguardato l’avanzamento dei lavori dell’infrastruttura marittima, ormai prossima al completamento.

La visita si inserisce nel programma di visite che Liguori sta effettuando nelle Autorità di sistema portuale italiane per verificare lo stato di avanzamento delle opere finanziate con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e con il Fondo complementare. A Trieste, tuttavia, assume anche un significato particolare: prima della nomina di Marco Consalvo alla guida dell’Authority, infatti, era stato proprio Liguori a ricoprire l’incarico di Commissario straordinario dell’ente.
Nel corso della giornata il direttore generale ha visitato anche altri cantieri portuali sostenuti con risorse del Piano nazionale complementare e del PNRR, dedicati al potenziamento delle infrastrutture dello scalo del Friuli Venezia Giulia.

Per quanto riguarda il terminal ungherese, il sopralluogo arriva in una fase in cui le opere pubbliche stanno rispettando il cronoprogramma, mentre permane l’attesa per l’avvio degli investimenti privati previsti da Adria Port, la società controllata dallo Stato ungherese che realizzerà e gestirà il nuovo terminal multipurpose. Sul fronte marittimo, il banchinamento finanziato con il Fondo complementare al PNRR è ormai vicino alla conclusione, mentre nell’area retrostante non sono ancora visibili interventi di costruzione delle future infrastrutture operative.

Il progetto complessivo prevede un investimento di circa 200 milioni di euro per la realizzazione di un terminal multipurpose destinato ai traffici container, Ro-Ro, general cargo e project cargo, su un’area di circa 32 ettari nell’ex raffineria Aquila. L’infrastruttura sarà dotata, a regime, di circa 650 metri di banchina e di collegamenti ferroviari e stradali diretti, con l’obiettivo di offrire all’Ungheria uno sbocco logistico sull’Adriatico e rafforzare i collegamenti commerciali con l’Europa centrale.

Negli ultimi mesi il progetto ha registrato diversi passi avanti sul fronte pubblico. Oltre ai lavori della prima fase del banchinamento, l’Autorità portuale ha avviato anche la progettazione della seconda fase, destinata ad ampliare ulteriormente il fronte di attracco del futuro terminal.
Resta invece da vedere quando prenderanno concretamente il via gli investimenti privati sulle aree a terra, attesi dagli operatori come il passaggio decisivo per trasformare il cantiere infrastrutturale in un terminal operativo.