TRIESTE – Maggiori investimenti nei cantieri navali e un nuovo ciclo di assunzioni: queste le richieste dei sindacati di categoria a Fincantieri, sulla base del Piano industriale 2026-2030.
L’amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, ha incontrato a Roma i segretari generali di Fim, Fiom e Uilm e i coordinatori sindacali per illustrare il Piano industriale 2026-2030. Un confronto che si inserisce in una fase definita di forte crescita per il gruppo, sia in termini di risultati sia di prospettive.
Secondo quanto illustrato ai sindacati, il contesto operativo è in espansione in tutte le divisioni: civile, cruise, difesa e underwater, con un rafforzamento anche delle attività offshore, dalle navi speciali all’oil & gas, fino all’offshore wind, ai posacavi e ai rompighiaccio. Il Piano prevede oltre 50 miliardi di euro di nuovi ordini e una crescita di tutti gli indicatori finanziari rispetto alle proiezioni 2025, insieme allo sviluppo della strategia di sostenibilità su innovazione tecnologica, inclusione e salute e sicurezza.
Nel comparto crocieristico, è confermata la leadership del gruppo, con 34 navi già in portafoglio e consegne programmate fino al 2036. Sul fronte difesa è previsto il raddoppio della capacità produttiva dei cantieri italiani. In questo quadro, il cantiere di Castellammare di Stabia sarà coinvolto nelle commesse militari per far fronte a volumi che i siti integrati di Muggiano e Riva Trigoso non riuscirebbero a sostenere da soli. Per Muggiano sono allo studio modifiche organizzative per aumentare la capacità produttiva ed è confermato l’investimento sul nuovo bacino.
Dall’incontro è arrivata anche una presa di posizione chiara della Fiom. Samuele Lodi (segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità) e Simone Marinelli (coordinatore nazionale Fincantieri per la Fiom-Cgil) hanno sottolineato la necessità di concentrare gli sforzi su alcuni punti chiave: aumentare ulteriormente la capacità produttiva nazionale, valutando anche investimenti in nuovi cantieri, e sbloccare gli interventi infrastrutturali attesi da anni, in particolare il bacino di Castellammare di Stabia, chiamando in causa Autorità portuale, Regione Campania e Governo.
Tra le richieste sindacali anche il rilancio della costruzione di traghetti nei cantieri italiani, come già avvenuto a Palermo, e una strategia per intercettare la crescente domanda di navi speciali offshore e posacavi. Per la Fiom è inoltre fondamentale che la crescita del settore difesa non avvenga a scapito del comparto cruise, che resta centrale nei volumi produttivi. Un passaggio rilevante riguarda il modello produttivo e organizzativo. I sindacati chiedono che il recente protocollo sugli appalti venga applicato in modo concreto, per migliorare le condizioni di lavoro e salariali dei lavoratori delle aziende in appalto e superare situazioni di sfruttamento ancora presenti. In questo quadro viene indicato come decisivo un coinvolgimento più stretto delle RSU, anche per gestire i cambi appalto, la continuità occupazionale e le questioni abitative e di cittadinanza.
Infine, la Fiom ribadisce che una mole di lavoro di questa portata deve tradursi in un investimento straordinario sull’occupazione diretta. Dopo il ritorno alle assunzioni di operai di produzione con il progetto “Maestri del mare”, i sindacati ritengono che ci siano oggi tutte le condizioni per accelerare e ampliare questa esperienza, puntando su nuove assunzioni nei cantieri.




